DI ELEANA ELEFANTE
ASSASSINATO IL BRACCIO ARMATO DEL GOVERNO LIBICO E SI RIACCENDE IL CONFLITTO TRA LE MILIZIE CHE GOVERNANO IL PAESE
Abdel Ghani al-Kikli, meglio noto come Gheniwa, il famigerato capo della milizia SSA (Apparato di Supporto alla Stabilità), è stato assassinato ieri notte a Tekbal in una riunione/agguato nel quartier generale della 444° Brigata. Il suo nome non si pronunciava mai ad alta voce. Si sussurrava. Il suo alto potere d’interesse si estendeva dalle motovedette attive nelle intercettazioni di migranti in mare, ai centri di detenzione dove quelle stesse persone venivano torturate, abusate e sottoposte a estorsione, sino ad arrivare alle banche, alla compagnia elettrica nazionale, al calcio, ad appalti pubblici.
L’omicidio di Gheniwa sembra essere solo il primo atto di una nottata in cui si riscrivono i diversi equilibri del Paese. La sua casa è stata data alle fiamme, il comando centrale delle SSA è stato preso d’assalto, per tutta la notte nella parte ovest della capitale e nell’immediato hinterland ovest si sono verificati pesanti scontri a fuoco fra una coalizione composta dalla Forza Congiunta di Misurata, dalla 444° e dalla 111° Brigata e dalla Forza di Supporto del Direttorato contro le SSA di Gheniwa. Anche l’aeroporto di Mitiga, che ricade in quel quadrante è stato paralizzato, con voli dirottati su Misurata. Solo in mattinata a Tripoli è tornata la calma.
La resa dei conti. Chi era il Generale Gheniwa? Gheniwa, ovvero Abdel Ghani al-Kikli, era uno dei comandanti di milizia più temuti nella Libia occidentale. Accusato di oltre 500 episodi di torture, stupri, omicidi, sparatorie, sparizioni forzate ed esecuzioni extragiudiziali. Il suo gruppo armato (SSA), operava nella quasi totale impunità, avvalendosi della legittimità statale garantita dal Governo di Unità Nazionale, in particolare sotto la guida di Abdelhamid Dabaiba. La SSA, si legge nel Report 2023 del Panel of Experts delle Nazioni Unite, ha avuto “un ruolo particolarmente significativo” in materia di “violazione dei diritti umani e crimini contro l’umanità”, soprattutto attraverso la sua cooperazione con la Guardia Costiera libica a Zawiyah e il controllo dei centri di detenzione di Abu Salim e Ayn Zarah. Oltre 1.800 persone che secondo Libya Crimes Watch da lì sono passate, hanno testimoniato che, da quei luoghi infernali si esce solo pagando. Tutti elementi alla base della dettagliata denuncia di 189 pagine presentata da Ecchr alla Corte Penale Internazionale. E si tratta di cifre, dicono gli esperti, non aggiornate e approssimate per difetto.
Il 21 Marzo 2025 Solo Gheniwa è stato avvistato in Italia, scatenando l’indignazione dopo le rivelazioni secondo cui era entrato in Europa utilizzando un visto Schengen rilasciato da Malta, nonostante fosse inputato di crimini contro l’umanità. Era in visita al capezzale del Ministro libico Adel Jumaa, ricoverato da settimane in un ospedale romano dopo l’attentato a colpi di arma da fuoco di cui è stato vittima in Libia. Con lui, anche esponenti dell’SSA che dirige dal 2021, alte cariche del Governo e della classe dirigente vicina al premier Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh. Anche lo scorso Luglio era a Roma per le finali del campionato di calcio organizzate da Tripoli e ospitate nella capitale. Il fatto che gli stati europei gli abbiano permesso la libera circolazione mentre i sopravvissuti ai suoi abusi marcivano nelle prigioni o annegavano in mare è stato un lampante esempio della giustizia selettiva della comunità internazionale.
Chi sono gli esecutori dell’agguato. Secondo alcune fonti, gli ordini di esecuzione per l’assassinio di Abdul Ghani Al-Kakli, noto come “Ghaniwa”, sono stati emessi da Mahmoud Hamza, comandante del 444° Reggimento Combattimenti della Brigata e, sono stati eseguiti sul campo sotto la supervisione del capitano Musaab Zariq, uno degli ufficiali al seguito della Brigata. L’operazione è stata condotta in un momento molto delicato, in un contesto di sicurezza e movimenti militari senza precedenti nelle vicinanze della capitale Tripoli, in particolare nell’area di Salah al-Din e Abu Salim. Ghaniwa è stato ucciso insieme a tutte le sue guardie del corpo che lo accompagnavano durante l’operazione, complicando ulteriormente la situazione della sicurezza e aumentando le tensioni nella regione. Ora il testimone sembra essere passato alla 444° Brigata, attore non nuovo nel complicatissimo scacchiere libico. Tecnicamente sotto l’ombrello del Ministero della Difesa, è comandata dal capitano Mahmoud Hamza, miliziano seguace dell’Islam salafita, ex membro delle Forze Speciali di Deterrenza (RADA), guidata dal Generale Almasri, arrestato a Torino il 19 Gennaio e subito liberato e riportato in aereo di stato a Tripoli il 21 Gennaio. Attiva soprattutto nell’area di Bani Walid e nel sud est di Tripoli, è cresciuta anche grazie all’appoggio di Ankara, che nel tempo avrebbe fornito anche mezzi e istruttori. Alla SSA è legata da antiche rivalità e odio, ma nel rompicapo libico nessuna lettura è mai così semplice.
L’Organizzazione Refugees in Libya in un post pubblicato su X dichiara: “Stiamo monitorando attentamente gli sviluppi e pubblicheremo ulteriori informazioni non appena disponibili. Questa è una storia in continua evoluzione. Siamo a conoscenza del fatto che il Governo di Unità Nazionale (GNU) di Tripoli ha ufficialmente sciolto la Direzione per la Lotta all’Immigrazione Illegale (DCIM) e ha annunciato che tutti i suoi “beni” saranno trasferiti a un dipartimento del Ministero dell’Interno. Ribadiamo che, gli esseri umani non sono “beni” e non possono essere trasferiti. Chiediamo il rilascio immediato delle centinaia di migliaia di migranti attualmente detenuti nei seguenti centri di detenzione:
- Centro di detenzione di Al-Nasr Zawiay
- Centro di detenzione di Tariq Al-Sikka
- Centro di detenzione di Abu Salim
- Centro di detenzione di Tajoura
- Centro di detenzione di Bir al-Ghanam
- Al-Nasr Al-Zawiya
- Centro di detenzione di Zuwara
- Centro di detenzione di frontiera di Al-Assa
- Centro di detenzione di Airport Road
- Centro di detenzione di Ain Zara
- Centro di detenzione di Al-Maya
- Centro di detenzione di Al-Qobba
- Centro di detenzione di Al-Marj
- Centro di detenzione di Tolmitha
- Centro di detenzione di Tokra
- Centri di detenzione di Misurata
- Centro di detenzione di Zliten
- Centro di detenzione di Ganfouda
- Centro di detenzione di Ajdabiya
- Centro di detenzione di Sirte
- Centro di detenzione di Daraj
- Centro di detenzione di Sabha
- Centro di detenzione di Al-Shahat
- Centro di detenzione di Bab al-Zeitoun
- Centro di detenzione di Tamimi
- Centro di detenzione di Derna
- Centro di detenzione di Tobruk
- Centro di detenzione di Daraj
e molti altri siti e magazzini segreti gestiti da milizie o in complicità con attori statali. Libertà ora. Liberateli tutti. L’UE continua a finanziare il gruppo miliziano Tariq Ben Ziad, che effettua violente intercettazioni a mano armata lungo la costa di Tobruk. Spesso rovesciano intenzionalmente imbarcazioni cariche di esseri umani senza alcuna conseguenza. Qualunque accordo tra Italia e Libia deve cessare”.