Flussi Migratori Geopolitica del Mediterraneo

DI ELEANA ELEFANTE

Il primo mese del 2023 ha registrato un aumento dei flussi migratori rispetto al corrispondente mese del precedente anno. Dal 22 Ottobre 2022, giorno dell’insediamento del Governo Meloni, al 22 Gennaio 2023, è raddoppiata la percentuale di crescita delle degli arrivi sulle nostre coste, registrando un incremento del 98,7%, ovvero oltre 35.000 persone partite ed arrivate in appena 3 mesi. A confermarlo sono gli stessi dati pubblicati dal Ministero dell’Interno che, in concreto, smentiscono le dichiarazioni propagandistiche e infondate delle rappresentanze governative. L’ennesima dimostrazione che le navi umanitarie in mare, alle quali vengono assegnati “Porti di Sbarco Insicuri”, perché distanti giorni di navigazione dalle aree di ricerca e soccorso,  non fungono in alcun modo da “pull factor” per migranti e trafficanti. Di contro, la loro indotta assenza dalle acque nazionali ed internazionali rappresenta un danno in capo ai più vulnerabili che, quelle acque, pericolosamente, attraversano.

In particolare, nei primi 10 giorni del mese si sono concentrati gli arrivi di 3.735 persone. Di queste, solo poche centinaia sono state messe in salvo dalle Ong (37 dalla Ocean Viking e 85+73 dalla Geo Barents). In questi casi i Porti assegnati sono stati Taranto ed Ancona. I soccorsi della fine del mese, effettuati tra il 24 ed il 25 Gennaio da Medici Senza Frontiere e SOS Mediterranee, di cui daremo di seguito i dettagli, invece, hanno visto l’assegnazione del Porto di La Spezia e Carrara, a ben 4/5 giorni di navigazione dall’area in cui sono avvenute le operazioni di salvataggio. E’ questa la nuova insensata prassi dell’assegnazione dei “Porti Lontani”!

I dati registrati durante tutto il mese di Gennaio 2023, raccontano di 4.958 persone che hanno raggiunto l’Italia, primo approdo d’Europa. Nello stesso mese del 2022, 3.035 persone. Ancor meno nel Gennaio 2021, in cui arrivarono solo 1.039 persone. In controtendenza rispetto agli ultimi mesi del 2022, le persone maggiormente coinvolte nel flusso sono: la Costa d’Avorio con 799 persone; la Guinea con 502 persone; il Pakistan con 414 persone; l’Egitto con 358 persone. Seguirà la Tunisia con 341 persone; l’Afghanistan con 334 persone e la Siria con 253 persone. Nel mentre altre perdite si registrano nel Mediterraneo Centrale.

Le persone decedute e/o scomparse per sempre naufragando in quelle acque nel mese di Gennaio sono già 27 (17 corpi ritrovati e 10 dispersi). Nei 12 mesi del 2022, almeno 1.377 scomparsi. Da Gennaio 2014 ad oggi, oltre 50.000 persone sono morte nel tentativo di migrare in un luogo che garantisse loro la sopravvivenza. Oltre la metà di queste ci hanno lasciato nel Mediterraneo centrale. I respingimenti della Guardia Costiera libica sono stati altrettanto copiosi. Nel 2022 24.684 respingimenti. In questo primo mese dell’anno già 1.434 persone sono state intercettate e respinte nuovamente nei lager libici.

I naufragi. Il 6 Gennaio 2023, 15 persone perderanno la vita in un naufragio dinanzi alle coste di Sfax in Tunisia. Nelle stesse ore, a 38 miglia dall’isola di Lampedusa moriranno altre 3 persone. Qui, la Guardia Costiera italiana recupererà i corpi di un uomo e di un bimbo di circa 1 anno. Seguirà il ritrovamento di un terzo corpo, quello di una giovane donna, a cura di due pescherecci tunisini in area. L’8 Gennaio, 35 persone perderanno la vita.  Il 12 Gennaio verrà ritrovato un corpo dinanzi alle coste tunisine. L’imbarcazione su cui viaggiava era partita da Sabratha in Libia. Il 13 Gennaio un uomo scampato alla traversata morirà nell’hotspot di Lampedusa in seguito ad un arresto cardiaco. Il 16 Gennaio verranno ritrovati 2 corpi nelle acque antistanti Benghazi. L’imbarcazione su cui viaggiavano era partita dalla città di Ejdabiya. Il 25 Gennaio si consuma l’ennesimo naufragio dinanzi alle coste di Garabuli in Libia: 8 corpi e 92 sopravvissuti verranno recuperati dalle squadre della Mezza Luna Rossa.

I salvataggi delle Ong in acque internazionali. Tra il 24 ed il 25 Gennaio la Geo Barents di Medici Senza Frontiere effettuerà 3 salvataggi consecutivi per un totale di 237 persone partite dalla Libia. 107 persone (5 donne e 36 minori) + 61 persone (13 donne e 24 minori tra cui un bimbo di un anno) + 69 persone (9 donne  e 25 minori tra cui due bambine di 5 anni). Il 25 Gennaio, la Ocean Viking di SOS Mediterranee, metterà in salvo 95 persone a bordo di un gommone sovraffollato al largo delle coste libiche. Le motovedette della Guardia Costiera libica sono intervenute minacciose, effettuando manovre pericolose, sia durante le operazioni di soccorso della Geo Barents, sia della Ocean Viking, rappresentando un grave rischio per la sicurezza degli operatori e dei naufraghi. Alle rispettive navi umanitarie, verranno assegnati i Porti di la Spezia e di Carrara in cui attraccheranno per lo sbarco il 29 Gennaio (dopo 5 giorni di navigazione e in condizioni meteo-marine avverse). Il 30 Gennaio la Prefettura incaricata di La Spezia inizierà le procedure di ispezione a bordo della Geo Barents per verificare la liceità dei 3 salvataggi consecutivi effettuati e vietati dal Decreto “Piantedosi” Legge n. 1 del 2/01/2023.

Intanto in Libia l’Italia tenta di riscrivere gli equilibri del Paese in vista del Consiglio Europeo Straordinario per la gestione dei migranti del 9 Febbraio.  Il 27 Gennaio il Ministro degli Esteri Tajani ha dichiarato, in visita a Tripoli, che: “ la stabilizzazione della Libia attraverso un processo elettorale consensuale è di fondamentale importanza per l’Italia e che l’attuale Governo continuerà a sostenere gli sforzi sino ad ora compiuti dalle Nazioni Unite per lo svolgimento delle elezioni”, tentate e fallite il 24 Dicembre 2021. Il 28 Gennaio il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo raggiungerà insieme al Ministro degli Interni Piantedosi e firmerà un accordo da 8 miliardi di dollari per forniture di gas tra il colosso energetico italiano Eni e la National Oil Corporation libica. Verrà rafforzato, inoltre, il Memorandum d’Intesa con il Governo di Unità Nazionale uscente per consegnare ulteriori 5 motovedette (finanziate dall’Unione Europea) e dirette a contrastare l’immigrazione clandestina. Accordi, patti ed intese quantomeno strani quelli fra il nostro Governo e l’uscente Ministro del Consiglio libico Abdel-Hamid Dbaiba, il cui mandato è appunto scaduto e che, di conseguenza, non potrebbe legittimamente siglare alcunchè! Ed infatti, l’attuale Primo Ministro designato Fathi Bashagha ha prontamente denunciato la visita della Premier dichiarando: “lo Stato libico non accetterà alcun accordo con finalità e risultati sospetti”. Minaccia ora di ricorrere alla magistratura.

Nel mentre i trafficanti di esseri umani proseguono la prassi speculativa sui migranti con il beneplacito nazionale.  Il 30 Gennaio viene reso noto che il Gip di Agrigento ha predisposto la convalida d’arresto, con conseguente misura cautelare in carcere, verso cinque scafisti, tre bengalesi e due sudanesi, sbarcati in due approdi il 26 dicembre scorso a Lampedusa.Fermati dalla polizia per associazione per delinquere, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravata, tortura e sequestro di persona a scopo di estorsione. Il provvedimento della Dda di Palermo, eseguito martedì scorso, è stato convalidato dal Gip di Agrigento che ha appunto disposto la misura cautelare in carcere per i cinque indagati. Alcuni migranti avrebbero denunciato le violenze subite in “compound libici” per tutto il tempo della loro permanenza in Libia. Dalle prime indagini avviate dalla Polizia di Stato e coordinate dalla Procura di Palermo, si è rilevata l’esistenza di un plausibile traffico di esseri umani, in prevalenza di origine bengalese. Si è altresì appreso che, le vittime della tratta, versavano nel loro Paese d’origine le quote necessarie per il trasferimento in Libia. Qui venivano recluse all’interno dei “centri di detenzione illegale” fino al pagamento di un’ulteriore quota per il successivo trasferimento via mare in Italia.

Il 27 Gennaio si è celebrata la Giornata della Memoria per le vittime dell’Olocausto. Quello sterminio, definito “uno scempio” anche da chi tratta il fenomeno migratorio con gelido distacco e disumane soluzioni, non è scomparso. Sono solo cambiate le identità delle vittime, il colore della loro pelle, le modalità dei soprusi ed i luoghi in cui milioni di persone, considerate di serie B, vengono abusate quotidianamente. Si sceglie solo di non parlarne, di lasciare silenti le loro storie, le loro scomparse e di continuare, indifferenti, a stipulare accordi complici con i carnefici.